HOTEL 6 STELLE: UN REALITY CONTRO OGNI PREGIUDIZIO
Intervista a MARTINA
Protagonista Hotel 6 Stelle

Martina, una delle sei protagoniste down della docufiction andata in onda su Rai 3 e premiata dagli ascolti racconta il dietro le quinte di una trasmissione che ha già fatto storia. Dimostrando che un’altra tv è possibile

Per una volta, la tv ha fatto centro. Dimostrando che è possibile coniugare una buona programmazione e ascolti alti. Ci è riuscita con «Hotel 6 stelle», una docu-fiction su sei ragazzi che per sei settimane hanno frequentato uno stage in un grande albergo di Roma, dove si son messi alla prova per imparare un mestiere. Sei ragazzi Down – Nicolas, Benedetta, Martina, Emanuele, Edoardo, Livia – in collaborazione con l’Aipd, l’Associazione Italiana Persone Down che hanno dimostrato la loro capacità di integrarsi perfettamente nei propri reparti, di acquisire sicurezza e disinvoltura nello svolgimento delle proprie mansioni, di riuscire a gestire con successo imprevisti e compiti nuovi. Il tutto davanti alle telecamere e raccontato in sei puntate, andate in onda dal 17 febbraio al 31 marzo dopo le 23 su Rai 3, registrando ottimi ascolti con un’impennata per l’ultimo appuntamento di 943 mila spettatori per uno share del 5.5%. Un’esperienza speciale, e non solo per i sei protagonisti, che ci ha raccontato Martina.

Martina, quanti anni hai?
31

Quando ti hanno invitato a prender parte a Hotel 6 stelle, che cosa hai pensato?
Me lo ha comunicato l’associazione, non vedevo l’ora di cominciare.

In che cosa consisteva il tuo lavoro in hotel?
Ero addetta ai piani, che significa mettere in ordine le camere, bagni compresi. Con pochissimo tempo e lavoro di precisione.

Che cosa dovevi fare in particolare?
Sistemare la camera, passare l’aspirapolvere, rifare il letto e pulire il bagno.

È stata dura?
Ho avuto qualche difficoltà, ma le ho superate. All’inizio ad esempio non mi ricordavo come si faceva il letto. Poi, è stato brutto, quando c’è stata l’ispezione per vedere se le camere erano fatte come dovevano. La persona molto severa e mi ha fatto diversi appunti. Per fortuna c’era Deborah, la mia tutor.

Come è stato il rapporto con Deborah, la tua tutor?
Fantastico, siamo rimaste amiche.

E a livello psicologico qual è stata la difficoltà più grande da superare?
La paura di essere criticata e non capita dagli altri.

Che cosa ha rappresentato per te questo tipo di esperienza?
Sono stata contentissima, è molto bello per me lavorare. Il lavoro è importante, tutti dovrebbero poter lavorare.

Lo rifaresti?
Assolutamente, sì.

E la notorietà ti è piaciuta?
Sì, tantissimo.

Cosa hai capito di te stessa?
Che parto un po’ lentamente, posso sembrare pigra, ma poi sono determinata nel fare le cose che mi richiedono.

Adesso che Hotel 6 stelle si è concluso, come passi le tue giornate?
Vivo con la mia famiglia, ho tre sorelle e sette nipotini. Aiuto a casa, con le pulizie domestiche, mi piace ordinare e pulire. Non mi piace stirare, però.

E nel tempo libero?
Esco, di solito l’associazione organizza gite o anche solo giornate per stare insieme.

Qual è il tuo sogno?
Trovare un lavoro, magari proprio in un albergo.

Condividi
Stampa questo articolo Stampa questo articolo dillo ad un amico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*