LA COOPERAZIONE A TEATRO
LUCA GROSSO - Consigliere di amministrazione,
direttore di sala e dei servizi al pubblico
GIACOMO GIUGGIOLI - Addetto stampa
“Nuova Scena è la società cooperativa che gestisce il Teatro Arena del Sole: quando si parla di teatro si pensa solo allo spettacolo che va in scena, ma dietro le quinte e prima della messa in scena c’è il lavoro di moltissime persone. Chi lavora a teatro, lo vive tutti i giorni. E lo racconta.”

 

Raccontare Nuova Scena è difficile se non si ripercorre un po’ di storia del teatro italiano. Era la fine degli anni 60 quando le compagnie teatrali di giro, gruppi di artisti e tecnici che producevano spettacoli e li portavano in tournèe per l’Italia iniziavano a strutturasi in forma cooperativa per cercare di aggregare i fattori creativi e quelli tecnici in realtà più solide e organizzate capaci di offrire più lungimiranza alla progettualità artistica. E’ in questo quadro che nel 1968 nasce Nuova Scena fondata da Dario Fo, Franca Rame e Vittorio Franceschi. Dagli anni ’70 l’avvento di un nuovo gruppo dirigente, la trasformazione in cooperativa e la continua assunzione di responsabilità da parte di giovani operatori teatrali hanno traghettato attraverso molti successi l’impresa fino ai giorni nostri. È all’insegna di questa storia che il nostro presidente, Massimo Terranova, ha chiesto a due giovani della cooperativa di raccontare la nostra impresa, un impasto di esperienza ed innovazione in continua amalgama.
Raccontare Nuova Scena vuol dire anche parlare di cosa facciamo, e noi facciamo teatro. Come è noto, Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna è un teatro di produzione con una progettualità culturale che da sempre lo contraddistingue e in quanto tale produce allestimenti che effettuano tournée in tutti i teatri d’Italia e, a volte, anche all’estero e ospita spettacoli nazionali ed internazionali che ogni anno vanno a costituire una delle stagioni più ricche e variegate d’Italia. Quando si parla di teatro si pensa all’attore, al pubblico in sala, allo spettacolo che va in scena. Un nostro collega tecnico di lungo corso, invece, sostiene che per capire il teatro bisogna vederlo da dietro, ossia bisogna scoprire cosa c’è dietro il nero delle quinte. Ha ragione. Infatti dietro agli spettacoli ci sono persone, la loro arte, il loro sapere e la loro creatività. Queste persone fanno gli attori, i registi, gli scenografi, i macchinisti, gli elettricisti, le sarte, ecc. Ma il teatro è anche organizzazione e come tale necessita di chi segue l’allestimento delle produzioni, la preparazione delle tournèe, chi si occupa di amministrazione, chi di comunicazione, marketing, promozione, chi di accoglienza del pubblico e vendita dei biglietti. Nel nostro caso, ogni anno, più di cento persone lavorano per fare tutto ciò. Raccontare Nuova Scena vuol dire parlare di questo. Quello che ci hanno insegnato e che abbiamo infatti respirato fin dal primo giorno di lavoro è che il teatro è innanzitutto gioco di squadra e che richiede grande motivazione. Lavorare in teatro vuol dire comporre ogni giorno una tessera del puzzle che, aperto il sipario il giorno del debutto, il pubblico potrà ammirare. E’ un lavoro continuo: prima del debutto si costruisce il progetto, si progettano e realizzano le scene, i costumi, si prova, si disegnano le luci, si promuove lo spettacolo, si vendono i biglietti, si organizza la sala. Ma anche dopo il debutto il lavoro non è finito: lo spettacolo si replica e ogni sera,come la prima volta, tutto viene riprodotto in diretta, davanti al pubblico, spettacolo dopo spettacolo. Il teatro è una forma d’arte fatta dall’uomo per gli uomini, è una liturgia corale. Chi lavora per la preparazione della scena e chi sale sul palco lo fa affinchè più persone possibile assistano allo spettacolo, condividano pensieri e partecipino alle emozioni che esso suscita. Chi lavora a teatro, lo vive tutti i giorni.
Nuova Scena è tutto questo e sicuramente anche qualcosa in più. Sicuramente è una risorsa per il territorio anche perché la sua vocazione è quella di parlare al territorio, di ascoltarlo e di raccontarlo. Infatti l’Arenadel Sole ogni anno ospita all’interno della propria programmazione numerose compagnie emiliano romagnole – alcune di esse sono divenute negli anni gruppi di punta della ricerca teatrale anche in ambito internazionale – e promuove collaborazioni di vario genere con gli artisti emergenti.
Inoltre, per quanto concerne il rapporto con i differenti “pubblici”, il Teatro Stabile di Bologna mette in campo una continua attività di formazione e applica consistenti riduzioni in favore degli under 29, degli studenti universitari e dei pensionati garantendo l’accesso a tutti gli spettacoli a prezzi assolutamente concorrenziali e poco distanti da quelli di un biglietto del cinema.
La stagione 2011-2012 rispecchia in pieno la visione che Nuova Scena ha del teatro: l’interazione di teatro, musica e danza, drammaturgia classica e contemporanea, nazionale e internazionale con grandi personaggi dello spettacolo italiano come Toni Servillo, Elio Germano, Luca De Filippo, Massimo Dapporto, Nanni Garella, Paolo Poli, Valeria Solarino, Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Milva accanto a nomi della ricerca come Teatro Valdoca e internazionali come il Vancouver City Dance Theater.
In conclusione raccontare Nuova Scena significa testimoniare che negli ultimi 30 anni i successi sono stati sempre il risultato di un collettivo e non la bandiera di un individuo. Capire Nuova Scena è possibile solo se si crede che la soddisfazione delle ambizioni personali possa coincidere con la realizzazione di un progetto collettivo in cui le energie del singolo siano al servizio della crescita della società civile.

 

“Nuova Scena è tutto questo e sicuramente anche qualcosa in più.
Sicuramente è una risorsa per il territorio anche perché la sua vocazione è
quella di parlare al territorio, di ascoltarlo e di raccontarlo.”

 

 

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ARENA DEL SOLE

ANNO DI NASCITA: 1974
SEDE LEGALE: Via Indipendenza 44, Bologna
CAPIENZA: Sala Grande: 885 posti, Sala InterAction: 220 posti; Teatro delle Moline: 50 posti; Chiostro dell’Arena: 180 posti.
NUMERO SOCI E/O DIPENDENTI: soci Lavoratori: 37; dipendenti annuali: oltre 100.
MISSION: Produzione e diffusione della cultura teatrale

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