UN FUTURO DA PRENDERE IN MANO
Intervista a LUCA ARGENTERO
Attore e produttore
di Isabella Calbi
Essere responsabili è una questione di buone abitudini. Cose semplici ma importanti come la raccolta differenziata, sprecare poca acqua, andare al lavoro in bicicletta e non in auto, prendere (quando è possibile) il treno al posto dell’aereo. La lista è davvero lunga. Non si può più aspettare. Ne è convinto anche Luca Argentero, attore e produttore torinese
 
 

Vivere il proprio futuro a contatto con la natura. È questo il tema del tuo cortometraggio “We want a future”. Da dove nasce questa idea?

Le catastrofi naturali causate dal riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna ritrovare il contatto con la natura e con la vita, proprio come fa la protagonista del nostro lavoro. Ambientato nei meravigliosi boschi del Parco Naturale della Valle del Pesio, il corto è dedicato al “futuro che vogliamo, il futuro che chiediamo e che ancora possiamo scegliere”. L’ho realizzato in collaborazione con Myriam Catania (sua moglie, 34 anni, ndr) e Massimiliano d’Epiro, registi e sceneggiatori, oltre alla collaborazione con il WWF e al sostegno dell’Assessorato all’Ambiente del Piemonte.

Ci spieghi un po’ la trama?

La nostra eroina decide quale strada seguire e contro quali avversari combattere. Il suo obiettivo è riuscire a sconfiggere nemici come smog, petrolio, nichel, piombo e deforestazione. Solo così si riesce a passare al livello successivo. Il cortometraggio è stato presentato qualche settimana fa, in occasione della giornata mondiale della terra, e viene riproposto periodicamente in televisione da Diva Universal (Canale Sky 133), per tenere sempre desta l’attenzione sul sogno di un mondo migliore e sull’impegno perché sia davvero così.

Quale sono le tue attenzioni nei confronti dell’ambiente?

Sono cresciuto in una famiglia che mi ha permesso di vivere spesso in mezzo al verde. Mi porto dietro questo amore per la natura. Io e Myriam facciamo la raccolta differenziata,
non sprechiamo acqua, non teniamo a lungo i rubinetti aperti. Cerchiamo di seguire diete equilibrate e siamo fan della filosogia del Km 0. Preferiamo sempre prodotti di qualità e di stagione. Compriamo la carne dal macellaio di fiducia. Mi piace pensare che per i nostri figli e nipoti vestirsi green sarà una cosa all’ordine del giorno. Da anni, poi, mi batto per campagne a tutela dell’ambiente e delle specie in pericolo a fianco del WWF (ricordiamo “Una nuova oasi per te“, finalizzata alla salvaguardia tre boschi italiani di grande valore naturalistico e gravemente minacciati).Ciascuno di noi, nel nostro piccolo può creare un terreno fertile per il cambiamento e dare l’esempio per le nuove generazioni.

In casa mangiate anche biologico?

Una buona alimentazione aiuta la qualità della vita. Sono un organico biologico dipendente. Siamo fissati con i prodotti bio. Nella nostra dispensa non manca mai kamut, farro, pasta integrale. Niente fritti ma cucina al vapore. A turno prepariamo piatti semplici e veloci, soprattutto con ingredienti sani e verdure, magari quelle del nostro orto. Una grande gioia vedere crescere le proprie verdure.

Anche per voi è orto-mania?

Mi piace molto, mi sento portato per il lavoro di contadino e mi piace l’idea di vivere in campagna. Nel nostro casale che abbiamo ristrutturato a Città della Pieve, in Umbria e che è un posto magico, abbiamo piantato un orto e seminato melanzane, pomodori, zucchine e insalata.

Cosa fai per mantenere in forma il tuo fisico atletico?

Sono uno sportivo ed un ex tennista, mio padre è maestro di sci. Ora non pratico più a livello agonistico ma mi alleno appena posso. Faccio un po’ di tutto: gioco a pallone,
nuoto, pratico lo sci, frequento spesso la palestra e mi piace stare almeno un’ora sul tapis roulant mentre leggo o ascolto musica. Appena posso, inoltre, mi rifugio in una Spa e mi lascio coccolare con tanti massaggi, soprattutto quelli ayurvedici. Bevo poco e il più delle volte succo d’ananas o una tazza di ginseng, prodotti naturali.

Hai creato anche una onlus. Ce ne parli?

Si chiama 1 caffè (www.1caffe.org). Il funzionamento è facile: ogni giorno verrà presentato un diverso progetto di solidarietà legato a un’associazione no-profit italiana o internazionale, ovviamente spesso anche a tema natura/ambiente. Tramite un semplice click e l’invio di un sms si può “offrire 1 caffè”, ovvero donare 1 euro per il supporto del progetto.

 

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