GLI EDIFICI AZIENDALI SONO SEMPRE PIÙ GREEN

Aziende sempre più attente al proprio impatto ambientale, a partire dalle loro sedi. Lo testimoniano i dati di Green Building Council Italia, l’associazione di imprese che promuove protocolli di certificazione per la sostenibilità ambientale degli edifici. Tra questi c’è il Leed, un programma che si applica a tutto il ciclo di vita degli immobili. Ad oggi in Italia quelli che l’hanno ottenuto e richiesto sono 210 per una superficie totale di circa 3,5 milioni di metri quadrati. «Non sono solo le certificazioni, però, a confermare questa tendenza», afferma Andrea Poggio, vice direttore di Legambiente. In giro per l’Italia si trovano tanti esempi virtuosi di aziende che hanno fatto della gestione dell’acqua, dell’efficienza energetica, della qualità degli ambienti interni, della scelta del sito e dei materiali, una priorità. A Brera, ad esempio, Gucci ha aperto un flagship store uomo che ha ottenuto la certificazione Leed Gold.

 
IN UN ANNO GETTATI 1.4 MILIARDI DI TONNELLATE DI CIBO: ARRIVA IL RISTORANTE CHE SERVE SOLO SCARTI

L’ultimo rapporto della Fao ha stimato in 1,4 miliardi di tonnellate la quantità di rifiuti alimentari non consumati ed una perdita di 750milioni di dollari in un anno (circa 570milioni di euro). La metà degli sprechi avviene a monte, durante le prime fasi di produzione. Per questo motivo José Graziano da Silva, direttore generale della Fao, ha affermato la necessità di evitare in generale gli sprechi, ma soprattutto di imparare a riutilizzare o riciclare quando possibile. È quello che ha deciso di fare un gruppo di volontari a Copenaghen aprendo il ristorante «Rub & Stub», il primo impegnato a combattere lo spreco di cibo, servendo piatti creati con ciò che non è venduto dalle aziende. In Danimarca il fenomeno dei freegan, ossia di coloro che recuperano cibo dalla spazzatura, è frequente, ma da Rub & Stub non si usano gli scarti, ma ciò che, per varie ragioni, non può essere venduto (estetica della merce, eccessi di produzione, data di scadenza). Nel ristorante lavorano un cuoco ed un manager, mentre il resto del personale è formato da volontari
e i profitti vengono devoluti in beneficenza a tre associazioni attive in Sierra Leone.

 
NEL 2050 CASE SENZA PIÙ SPAZZATURA
E CON BAGNI AUTOPULENTI

In futuro niente più spazzatura da portar fuori e nemmeno discussioni su chi deve farlo, perché un robottino provvederà a dividere gli scarti e a separare i diversi materiali, eliminando poi il tutto. E non si dovrà neanche più pulire il bagno, perché lo farà da solo, grazie a speciali sistemi di depurazione delle acque e a sensori ad ultrasuoni in grado di rilevare la sporcizia. E se ancora non bastasse, ecco la pellicola «intelligente» per cibi che cambia colore quando l’alimento si avvicina alla scadenza. Quella che oggi sembra solo fantascienza diventerà realtà: una realtà che l’azienda Veolia Environmental ha immaginato nel suo report Imagine 2050, frutto del lavoro condotto in partnership con la London School of Economics. Insomma, nel giro di 35 anni, le nostre città saranno molto più eco-friendly di quanto non lo siano ora e il miglioramento che si accompagnerà a questa «svolta verde» riguarderà anche le emissioni nocive, che saranno ridotte dell’80% rispetto ai livelli del 1990, (rispetto al 40% di oggi) e il consumo di acqua, che passerà dai 130 litri quotidiani pro capite di oggi a 100 litri.

 
ECOMANAGER: SEMPRE PIÙ FORTE LA RICHIESTA
DI MASTER GREEN POST LAUREA

«La sostenibilità è la formazione del futuro. Un tema del giorno, quando si parla di protocolli, appalti, regole, quadri normativi. E i nostri giovani non possono più ignorarlo». È questa, secondo Paola Ronca, professoressa di edifici e infrastrutture sostenibili del Politecnico di Milano, la chiave del successo dei corsi post laurea e dei master incentrati sulle tematiche green come: sostenibilità, ambiente, energia. Un’offerta formativa superiore che si declina in numerosi campi e specializzazioni. Tantissimi, del resto, i master di primo e secondo livello, offerti dagli atenei italiani, che si concentrano sulla questione ambientale.

 
SCUOLA DANTE ALIGHIERI DI SANT’AGOSTINO (FE):
PRIMO EDIFICIO PUBBLICO ENERGY PIÙ IN ITALIA

Al via il primo anno scolastico completo per la prima scuola italiana che produce più energia di quanta ne consuma. Ed è un successo della ricostruzione dell’Emilia post-terremoto. Si tratta del primo edificio pubblico e scolastico Energy Più in Italia, che significa che la scuola produce più energia di quella che consuma. Il secondo primato riguarda la sua classe energetica: per la prima volta nel nostro Paese è stata assegnata la classificazione ClimAbita per l’altissima efficienza energetica (superiore alla classe A). La costruzione è stata affidata all’azienda di costruzioni altoatesina Wolf Haus, specializzata in costruzioni all’avanguardia sia a livello energetico, sia per i sistemi di sicurezza sismica. Costruita in soli due mesi e mezzo, la scuola rappresenta il massimo dell’efficienza energetica nel rispetto dell’ambiente, con tutti i benefici che ne derivano.

 
CUCINARE CON IL SOLE PER DIRE ADDIO A GAS ED ELETTRICITÀ

Sono 436 i cuochi solari italiani che si scambiano ricette su Facebook. Pochi i materiali necessari per costruirsi anche da soli una cucina solare, ossia un concentratore che, esposto al sole, riflette i raggi in unico punto, generando un calore che può raggiungere temperature di 220 gradi. In pratica basta una struttura portante, una parabola riflettente, un supporto centrale per la cottura e un puntatore. «A volte», spiega Mercedes Mas, fondatrice del gruppo cuochi solari italiani «i tempi per cucinare sono gli stessi. A volte anche di meno se c’è molto sole. Basta adattarsi alla giornata per avere buoni risultati». Poche, del resto, le cose che non si possono fare. Ad esempio, le fritture. Ma tantissime quelle possibili, tra cui verdure, barbecue, salse, marmellate, sughi, pizza, pasta e polenta. «Si tratta», spiega Mas, «di un modo di cucinare ancora di nicchia. Io cucino quotidianamente con il sole e lascio su la pentola prima di uscire, così trovo pronto quando torno”.

 

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