SOGNANDO UN MONDO SENZA EMISSIONI
EMANUELA GIAMPAOLI - Giornalista
Dall’ultimo libro di Jostein Gaarder al documentario di Jonathan Nossiter, passando per i festival più ecologici dell’estate. In libreria, sul grande schermo o immersi in spettacolari quinte naturali, va in scena la rivoluzione verde
 

I dromedari in fuga verso il Polo Nord, dove invece non c’è più traccia degli orsi polari. La tundra siberiana in ebollizione. Lo zoo diventato patrimonio dell’Unesco. È lo scenario apocalittico in cui è ambientato “Il mondo di Anna”, ultima fatica dello scrittore norvegese Jostein Gaarder (già autore del successo planetario “Il mondo di Sofia”) pubblicato in Italia da Longanesi. La storia è quella di una ragazzina animata da una profonda coscienza ecologica che si proietta nei panni della futura bisnipote Nova in un mondo spogliato di tutto a causa delle emissioni incontrollate di CO2. L’inizio del collasso coincide con il sedicesimo compleanno di Anna, giorno in cui decide di dover fare qualcosa per fermare la catastrofe. «I fatti e lo scenario apocalittico – ha spiegato l’autore – si basano su informazioni scientifiche, volevo inserirle in una storia che parlasse non solo al cervello, ma anche al cuore. Utilizzo mente e sogni di una ragazzina, convinto che la fantasy attinga sempre un po’ dalla realtà».
Attinge totalmente alla realtà invece il film “Resistenza naturale”, il documentario che il regista Jonathan Nossiter, già autore del celebre Mondovino, ha dedicato a quattro vignaioli italiani. Dalle Marche alla Toscana, dall’Emilia Romagna al Piemonte, quattro storie diverse unite da un unico e profondo amore: quello per la propria terra. Lo fa attraverso la voce di Corrado, Giovanna, Elena e Stefano, quattro vignaioli eretici perché hanno deciso di ribellarsi alle regole di un ordine economico e politico che non salvaguarda la biodiversità e la tipicità. Eretici perché hanno scelto di coltivare i propri vitigni con metodi naturali, il che in un mondo dominato dalle omologazioni e da una produzione agroalimentare totalmente industrializzata, diventa un gesto totalmente rivoluzionario. “Sono contadini moderni, rivoluzionari – ha annunciato Nossiter – in grado di vedere la propria attività agricola in un quadro politico, sociale, ecologico ed economico molto più ampio e complesso di quanto non potessero fare i contadini fino a qualche generazione fa. Anche se alcuni, come Stefano Bellotti hanno praticato una forma ecologicamente e politicamente radicale di agricoltura per molti decenni, non c’è dubbio che l’esplosione di sia stato il risultato di una nuova e recente generazione di contadini illuminati”.
L’onda verde attraversa anche molti dei concerti dell’estate 2014. Finita l’epoca dei megaconcerti, che dopo il live lasciavano dietro di sé macerie e disastri ambientali, si sta diffondendo un’attenzione alla messa in scena, nel senso di un occhio di riguardo alle emissioni. È il caso de “I suoni delle dolomiti”, la rassegna che da oltre vent’anni si svolge in Trentino fino al 28 agosto, un’occasione per assistere a concerti dal vivo nei luoghi più suggestivi delle montagne trentine, riducendo però al minimo l’impatto sull’ambiente. Così per circa due mesi gli appassionati di alpinismo e di buona musica si danno appuntamento insieme ad artisti di fama internazionale per raggiungere vette incontaminate dove hanno luogo i concerti. Quest’anno, in cui tra l’altro si festeggia il 20° anniversario della manifestazione, è previsto un programma particolarmente ricco, tra gli eventi più green e originali della kermesse, ci sono quattro “ciclomusicisti” Daniele di Bonaventura (bandoneon), Elias Nardi (oud), Carlo La Manna (basso) e Corrado Bungaro (nikelharpa, violino) che pedaleranno in un tour di 120 km. Gli artisti suoneranno prima della partenza, lungo le soste e all’arrivo proponendo un repertorio corale che insieme al pubblico comporrà un’opera collettiva. Analoga la filosofia che dal 2008 ispira il celebre jazzista Paolo Fresu che ogni estate organizza nella sua Sardegna, il festival Time in jazz che torna dal 9 al 16 agosto con alcuni dei nomi più noti della scienza jazz che si esibiranno in 15 località dell’isola, a partire da Berchidda, luogo natio dell’autore. Palcoscenici immersi nella natura che sarà tutelata da Green Jazz, il progetto di sensibilizzazione ecologica che mira a ridurre l’impatto del festival sull’ambiente e sulle risorse naturali del territorio, attraverso il risparmio energetico, l’utilizzo delle energie alternative, la differenziazione dei rifiuti e dell’abbattimento della CO2. Tra gli artisti in cartellone Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Mulatu Astatke, Steven Bernstein, Omar Sosa, Gustavo Ovalles, Peppe Servillo e Alessio Bertallot.

 

LA CROCIATA VERDE DEI PEARL JAM
Con la doppia data di Trieste e Milano, il tour italiano dei Pearl Jam è già entrato nella storia, dimostrando ancora una volta che il rock è più vivo che mai. Ma è stata anche l’occasione per la band di Seattle per confermare l’impegno decennale a favore dell’ambiente, destinando per ogni biglietto venduto 1,50 Euro alla Vitalogy Foundation, ente no-profit che sostiene progetti dedicati alla salute pubblica, alla salvaguardia dell’ambiente e alla promozione artistica. Inoltre, per il concerto a San Siro, lo scorso 20 giugno, a chi aveva acquistato un biglietto per il concerto dei Pearl Jam veniva dato un biglietto giornaliero per viaggiare sui mezzi pubblici della rete urbana pubblica. Solo l’ultima delle iniziative green della band di Seattle che nel 2011 è stata nominata Planet Defenders dal Rock The Earth. Da sempre i Pearl Jam collaborano con numerose organizzazioni per contribuire a compensare le emissioni di carbonio e hanno studiato la loro catena di distribuzione dei cd nel massimo rispetto dell’ambiente. Eddie Veder, frontman del gruppo, è inoltre un convinto vegano.
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