Proteggere è facile, è sbrigativo, qualche volta può essere eccessivo, ma è un’operazione ancora frequente nelle strutture residenziali e purtroppo non sempre eseguita con la giusta e completa consapevolezza. La maggior parte degli operatori potrebbe rispondere che è uno strumento di lavoro, i medici potrebbero parlare di necessità, di cura, ma pochi ne conoscono i diversi aspetti etici, legali, sociali. E soprattutto, ognuno può darne un’interpretazione soggettiva e involontariamente difettosa. Certo, seguiamo il buon senso, ma non sempre basta a giustificare un atto che è gravemente lesivo della libertà e della dignità della persona. Per questo abbiamo voluto organizzare un seminario e realizzare la pubblicazione dei contenuti di quell’incontro. Il tema delle contenzioni, o protezioni, è molto attuale e dibattuto e con questo progetto editoriale abbiamo voluto lasciare testimonianza di un percorso importante, per confrontarci, ascoltare, capire e imparare. Da qui parte il cammino che ancora ci attende, un lavoro ambizioso e prezioso, di confronto tra rappresentanti delle diverse categorie professionali e l’istituzione al vertice, al fine di pervenire ad un documento che sia utile a tutti coloro che lavorano con persone a rischio di essere contenute, o protette. Per poter sempre spiegare a quel familiare che lo chiede, o all’ospite stesso, perché si è scelto di mettere una cintura di protezione, oppure no, una sponda o due, di dare un farmaco sedativo, o niente. Crediamo che la condivisione, il capire, la partecipazione, siano i cardini sui quali nessuna fiducia può vacillare, o venire meno, nessuna paura può mantenersi, o alimentarsi. Siamo convinti che siano i presupposti per un prendersi cura dell’altro tenendo conto di chi è, nel rispetto della sua storia e della sua dignità.
Contenzione o protezione? Aspetti assistenziali, sanitari, sociali e legali nell’uso delle contenzioni, a cura di Sara Saltarelli e Silvia Vicchi, Maggioli Editore

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