COLTIVO IL CIBO PER L’ANIMA E SCELGO IL BIO-LIFESTYLE PER ESSERE IN ARMONIA CON ME STESSO
Intervista a MARCO COLUMBRO
Attore e conduttore televisivo
di Federica Pagliarone
Questa è la filosofia di vita di Marco Columbro che, oltre ad essere un noto attore e show-man televisivo, da anni è uno dei portabandiera del biologico nel nostro Paese. Nella sua azienda agricola in Val D’Orcia, in Toscana, produce olio e pasta bio, e da diversi anni organizza a Milano “SaporBio”, la manifestazione di promozione di un modo sano, equilibrato e sostenibile di coltivare e produrre il cibo. Non solo, Columbro coltiva da sempre un notevole interesse per tutto ciò che riguarda la ricerca e la pratica spirituale

 

Dott. Columbro, secondo lei il biologico è solo un modo di coltivare o un vero e proprio stile di vita?

Il biologico ormai è uno stile di vita per chi lo produce e per chi lo consuma. Non è più un segmento di nicchia, ma un modello produttivo di grande successo. Per chi lo produce significa garantire rispetto dell’ambiente e fonti non inquinate, per chi lo consuma vuol dire alimentazione sana e genuina.

Che rapporto ha lei con il benessere? Riesce a ritagliarsi del tempo libero da dedicare al wellness?

In realtà sono un pigrone, non faccio molta attività fisica, piuttosto mi rilasso facendo lunghe passeggiate e bevo sempre sano, ossia mi impegno a bere tanta acqua, elemento fondamentale per il nostro benessere fisico. Ma non trascuro neanche il benessere mentale perché, interessandomi da tanti anni alla vita spirituale, coltivo il cibo per l’anima. Ci sono infatti delle pratiche spirituali, come quella della meditazione, che aiutano a sviluppare la propria consapevolezza, la concentrazione, la riflessione e a raggiungere una maggiore lucidità mentale, una più ampia capacità di ascolto di sé e degli altri.

A tal proposito, cosa rappresenta per lei la Locanda Vesuna che possiede appena fuori Pienza?

La locanda rappresenta un posto meraviglioso dove ritirarmi. E’ un luogo magico, immerso nel cuore della suggestiva campagna toscana, tra dolci colline, filari di cipressi, boschi, ulivi e campi di grano, coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica. E’ un’antica dimora dei monaci Olivetani del 1300, ristrutturata e trasformata con le moderne tecniche della bioedilizia, in un hotel in grado di rigenerare gli ospiti nello spirito e nel corpo.

Lei ha più volte dichiarato che è sempre stato affascinato dalla conoscenza, il che nella sua vita l’ha portato a leggere tantissimo fino a definirsi un “libero ricercatore dello spirito”: ci spiega meglio cosa intende con questa definizione?

Questa espressione significa che non sono legato a nessuna religione. Le religioni sono caratterizzate da un percorso omologato alla ricerca della divinità. Possono aiutare nella fase iniziale del percorso, ma poi vanno superate perché se si cerca Dio fuori, si perde la propria divinità: siamo tutti esseri portatori della divinità. Ognuno di noi può parlare con la sua interiorità, non abbiamo bisogno di mediatori, di divinità esterne, noi stessi siamo divini e dobbiamo adorare solo il Dio che è dentro di noi.

Ci racconta quando e come è cominciata la sua ricerca spirituale?

E’ iniziata agli inizi degli anni ‘70 con la mia prima maestra spirituale, Mercedes Salimei. Con lei ho seguito un corso di cinque anni di Cristianesimo esoterico che mi ha cambiato profondamente e mi ha offerto nuovi punti di vista. Ho imparato cose fondamentali sulla ricerca e ho scoperto aspetti importanti della spiritualità, come l’indipendenza dai mediatori. Noi siamo potere, potere creativo, e siamo artefici del nostro destino.

Nel suo percorso si è avvicinato molto al buddismo. Ad oggi si sente più buddista o cattolico?

In realtà sono più legato alla corrente buddista, ma non sono buddista. Nel 1991 ho conosciuto Lama Gangchen Rimpoce, un Lama guaritore tibetano che mi ha introdotto al buddismo tibetano. Con lui ho fatto diversi viaggi che mi hanno portato in India, dove ho incontrato il Dalai Lama, e in Tibet. Da questi viaggi sono nati due documentari, La Terra dai tetti d’oro e La Luce del Buddha, un video dedicato all’intervista al Dalai Lama, Il Sorriso della saggezza, e due video che sono due meditazioni guidate di Lama Gangchen, Autoguarigione tantrica e Autoguarigione per l’ambiente.

Nel suo libro dal titolo Autoguarigione Tantrica di Lama Gangchen spiega quali sono i cambiamenti  sostanziali che vive chi inizia questo percorso spirituale. Ce ne parla?

L’autoguarigione tantrica è una pratica meditativa potente che cura il corpo e la mente. Praticandola una volta al giorno insegna a superare i difetti mentali e le emozioni negative, oltre a guarire le malattie fisiche e psichiche. E’ un percorso spirituale che aiuta a trovare più chiarezza mentale e ad affrontare la vita con più consapevolezza.

Dopo i numerosi successi della tv commerciale degli anni Ottanta e Novanta, oggi si dedica con passione al teatro: che differenza coglie in questi due mondi? In questo momento a quale spettacolo si sta dedicando?

La differenza tra televisione e teatro è sostanziale. La tv è un mezzo di comunicazione meccanico, più freddo che garantisce milioni di telespettatori. Il teatro incarna una comunicazione viva ed energetica del lavoro dell’attore. Inoltre, in teatro si può essere più indipendenti scegliendo l’autore, il pezzo che si vuol rappresentare, gli attori con cui si vuol collaborare e si percepisce un calore, un’energia unica come quella del pubblico presente. Ultimamente sono stato in tournée con una commedia divertente, “Alla stessa ora il prossimo anno”, in cui ho recitato con Gaia De Laurentis.

 

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