NOTAIO E CITTADINI, UN RAPPORTO DI FIDUCIA E TRASPARENZA
Intervista a LUCA DONEGANA
Notaio e segretario di Federnotai Lombardia
Il notaio ha un ruolo sempre più presente nella società civile, di cui segue attentamente le trasformazioni. Un ruolo che lo pone come un prezioso consulente al fianco del cittadino a garanzia dei suoi diritti. In seguito alle profonde trasformazioni sociali caratterizzate anche dalle nuove tecnologie, oggi Federnotai, l’associazione sindacale più rappresentativa dei notai italiani, è impegnata su molti fronti, anche di concerto con le associazioni dei consumatori. Abbiamo chiesto al notaio Luca Donegana, segretario di Federnotai Lombardia, esperto giuridico di spessore che ha collaborato con scuole notarili ed Università, cosa ne pensa dell’ipotetica creazione di un Codice Etico del notariato a tutela della clientela

 

Dott. Donegana, la filosofia di un notaio dovrebbe essere quella di porre il cliente in primo piano e di soddisfare le sue richieste, attraverso risposte su misura, altamente qualificate, nonché di offrire dei servizi innovativi volti ad anticipare le sue esigenze future. Non crede che la costruzione di un Codice Etico rivolto alla tutela dei clienti possa rispecchiare esattamente questo orientamento? A suo avviso, quali dovrebbero essere gli obiettivi di tale Codice Etico? E a chi dovrebbe rivolgersi?

Sicuramente il notaio deve cercare di recuperare sempre più il ruolo di consulente di fiducia del cliente, perché il contatto diretto con le parti è la sua dimensione ontologica, la sua linfa vitale. Tutte le grandi imprese hanno un codice etico. Ma il notaio non è un imprenditore, è sì un libero professionista, ma è anche e prima di tutto un pubblico ufficiale che ha superato un concorso statale a livello nazionale. Quindi la predisposizione e il varo di un codice etico senza dubbio va nella direzione da lei indicata, a patto però che il Codice Etico sia inteso in maniera diversa dall’accezione comune. Per i rapporti tra notai esistono già norme deontologiche ad hoc riunite in un codice. Inoltre gli atti notarili sono sottoposti ogni due anni ad una severa ispezione da parte degli Archivi notarili, che sono organi del Ministero della Giustizia. Occorrerebbe invece implementare la “disciplina” del rapporto notaio-cliente e farlo da un punto di vista etico.

Solitamente tra i principi generali di un codice etico spiccano valori come professionalità e competenza, segretezza e riservatezza, correttezza e lealtà: nel caso di un Codice Etico dedicato alla clientela, cosa ritiene debba essere rispettato dai destinatari?

Il codice etico penso che debba anzitutto avere come principi guida quelli dell’assoluta personalità e della qualità della prestazione (almeno la minima) che ciascun notaio deve fornire al cliente; fondamentale è poi che il notaio presti la propria consulenza valorizzando al massimo gli aspetti peculiari di una fattispecie concreta, individuando la miglior soluzione possibile anche dal punto di vista tributario, curando per questo in maniera continuativa il proprio aggiornamento professionale. Penso poi alla necessità che il notaio, al momento dell’assunzione dell’incarico professionale, dettagli per iscritto al cliente, in accordo col medesimo, quale sarà il contenuto della sua prestazione. Penso in altre parole, ad una sorta di carta dei diritti del cittadino.

Al fine di assicurare l’effettività e l’efficacia del Codice pensa che debba essere predisposto un sistema sanzionatorio formale e dissuasivo? In caso di violazione dei principi in esso contenuti, quali dovrebbero essere, secondo la sua esperienza, le conseguenze per chi ha adottato comportamenti in contrasto con i principi etici descritti?

Ancora una volta, considerata la natura del notaio, a metà tra pubblico ufficiale e libero professionista, ritengo che un Codice Etico, nell’accezione in precedenza estrinsecata, non debba essere dotato di sanzioni. Il solo fatto della sua esistenza e della sua pubblicizzazione presso la cittadinanza fungerebbe da sufficiente deterrente nei confronti dei notai rispetto a possibili violazioni. E’ ovvio che il Codice Etico verrebbe predisposto a tutela del cittadino, ma sarebbe nell’interesse dei notai rispettarlo ed anche farlo conoscere alla clientela. Del resto le sanzioni per la violazione del codice deontologico, al quale ho fatto riferimento in precedenza, già esistono e sono anche abbastanza severe.

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