A cogliere il punto è stato un ragazzo neanche ventenne, Davide, con quella ruvida capacità di sintesi che solo i giovani hanno. In una mail al mio giornale, il settimanale “A”, ha scritto: “In Italia non frega niente a nessuno. Tu puoi anche non studiare o fare il minimo: non ti succede nulla”. Ecco ciò che i ragazzi si aspetterebbero dal sistema scolastico: il riconoscimento dei meriti, ma anche dei demeriti. Vogliono un incentivo all’impegno. Invece qui, e non solo a scuola, nessuno viene mai veramente premiato, né veramente punito. Funziona così in tanti ambiti, da quello politico a quello aziendale. Perciò gli adulti hanno il dovere, la responsabilità di insegnare e correggere. Di formare la futura classe dirigente. Questo è l’altro nodo della questione: dobbiamo essere severi con i giovani, ma prima ancora dobbiamo imparare a essere severi con noi stessi. Altrimenti i nostri ragazzi migliori decideranno, come già fanno, di andare a vivere lontano, in Paesi che non vedono il desiderio di affermarsi come un attentato allo statu quo.
È grottesco e schizofrenico un sistema che chiede impegno e lealtà e poi premia il colpo di fortuna, l’amicizia che conta, la disinvoltura nella scorciatoia. Faccio mie le parole di Marco Lodoli, eccellente scrittore e eccellente insegnante: “Ai ragazzi parlo di letteratura ma ormai è una lingua perduta, come l’aramaico…i miei studenti di periferia ascoltano i neomelodici napoletani o i rapper autoprodotti di Tor Bella Monaca, odiano il cinema perché bisogna stare due ore zitti al buio, non fanno sport, chattano, passano il sabato al centro commerciale…Trent’anni di disprezzo per la cultura (roba da poveracci, da infelici) hanno portato a questo: un Paese povero e infelice. Ma io non mollo, continuo a indicare ai miei studenti un punto più in alto, dove l’aria è migliore, dove si vede meglio il mondo”.
Il mio giornale si è impegnato in una lunga campagna contro i senza talento, e poi nell’iniziativa A4job, che crea un ponte tra neolaureati in cerca di un lavoro e le aziende che lo offrono. Sul sito dedicato all’iniziativa scorrono annunci di lavoro e spazi per le candidature. Una selezione trasparente, che premia il merito, solo quello. Come Lodoli anche noi di “A” non vogliamo mollare. L’unico rammarico è che in un Paese dove un giovane su tre è disoccupato il nostro impegno sia una goccia nel mare, ma ci piace pensare che il mare è fatto di gocce.

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