L’art. 24 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, recepita in Italia con L.18/2009, sancisce l’obbligo per gli Stati parti di assicurare “… che le persone con disabilità possano avere accesso all’istruzione post-secondaria generale, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti e alla formazione continua lungo tutto l’arco della vita …”

 

L’accesso all’educazione permanente e alla formazione professionale deve essere garantito a tutte le persone con disabilità, incluse quelle con necessità di sostegno intensivo, attraverso la fornitura di accomodamenti ragionevoli e del sostegno adeguato, e l’applicazione di strategie educative appropriate alle necessità educative individuali.
La Legge n. 104/1992 garantisce alle persone con disabilità l’accesso all’istruzione superiore e alla formazione professionale, anche attraverso la programmazione nell’università di interventi che tengano conto dei bisogni individuali e l’attribuzione di interpreti per facilitare l’apprendimento degli studenti non udenti. Inoltre la legge quadro 104/92 attribuisce alle regioni la competenza a realizzare l’inserimento del disabile nei corsi ordinari di formazione professionale in centri pubblici e privati, garantendo attività specifiche per quegli allievi disabili che non siano in grado di avvalersi dei metodi di apprendimento ordinari per l’acquisizione di una qualifica e precisando che le regioni forniscono ai centri i sussidi e le attrezzature necessarie. I corsi professionali devono tenere conto delle diverse capacità ed esigenze del disabile che sarà inserito o in classi comuni o in corsi specifici conseguentemente alle sue necessità formative. Gli Assessorati regionali competenti promuovono e organizzano servizi di orientamento e informazione sulle prospettive occupazionali e i relativi percorsi formativi, sugli enti che gestiscono corsi specificamente rivolti a giovani con disabilità e sulle iniziative formative nell’ambito dei programmi comunitari. In alcune realtà sono inoltre attivi sportelli specifici di orientamento, informazione e incontro tra domanda e offerta di lavoro per persone con disabilità.
Gli adulti con gravi disabilità inseriti presso i servizi socio-assistenziali o socio-sanitari residenziali o semi-residenziali di competenza regionale o locale non sono esclusi dal diritto all’educazione permanente e alla formazione professionale enunciati nell’art. 24 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Si rileva tuttavia la mancanza a livello nazionale di strumenti adeguati a monitorare l’effettivo accesso delle persone con disabilità a percorsi e a opportunità di educazione permanente per tutto l’arco della
vita e di formazione professionale, in particolare nei confronti di adulti con necessità di sostegno intensivo inseriti in servizi semi-residenziali e residenziali, attraverso l’elaborazione di progetti individuali e la fornitura di un sostegno quantitativamente e qualitativamente adeguato alle necessità educative individuali.
Da una ricerca del Censis realizzata su persone con sindrome di Down nell’ambito del progetto “Centralità della persona e della famiglia: realtà o obiettivo da raggiungere?” emerge che mentre quasi tutti i bambini e i ragazzi Down vanno a scuola, un adulto Down su quattro sta a casa e non svolge nessuna attività. Se il sistema scolastico appare complessivamente capace di includere (anche se di fronte alle situazioni più gravi mostra anch’esso tutte le sue debolezze), al termine del percorso formativo solo una minoranza (il 31%) degli adulti con sindrome di Down riesce a collocarsi nel mercato del lavoro, mentre il 56% trova difficoltà a trovare un impiego di qualsiasi genere, a prescindere dai desideri, dalle capacità e persino da una remunerazione.

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